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40ª stagione 09 10 &bull presentazione


QUARANTA
ANNI DI TEATRO A MILANO

Qualcuno andava sulla luna, forse, altri mettevano sicuramente la morte nelle loro bombe. Guardando il cielo e scansando le macerie lì vicino, qualcun altro iniziava a raccontare storie tre piani sotto il cielo, e quelle buone storie ed altre sono ancora lì in attesa di qualcuno a cui raccontarle. E intanto il sole ha già girato per quaranta volte e… altre lune e altre bombe…


40ª Stagione Teatrale

QUARANTA
I DEMONI


Iniziamo dalla fine per dare risalto a uno spettacolo già definito “storico”. I DEMONI di Dostoevskji nella straordinaria versione italiana di PETER STEIN che guida una nutrita compagnia di 26 attori per una “maratona “teatrale dall’impatto emotivo difficile da descrivere. Un grande spettacolo, ma anche una indimenticabile esperienza di vita per gli spettatori coinvolti nel cuore del racconto teatrale di Stein, dalle 11 del mattino alle 11 di sera. Prima di avviare la sua tournèe internazionale, l’evento, sarà ospitato da noi nel mese di Maggio.


QUARANTA
MILANO E I SUOI POETI


Racconti fatti con lo “sghignazzo” di Dario Fo e di Giulio Cavalli per ricordarsi di non mollare, di stare all’erta, di smascherare i fanfaroni ed ascoltare meglio i “profeti” che guardano un po’ più lontano in questa APOCALISSE RINNOVATA.
Voci che vengono da più lontano come quelle de I MILANES, i grandi che hanno fatto grande la città e che hanno intinto la loro penna in un inchiostro carico di velenosa umanità per infilarla nelle crepe di un potere che cambiava la sua lingua e la sua divisa, ma non sospendeva mai di infierire su una città, da sempre ostaggio. Ed è proprio ai “milanes”, quelli dalla coscienza ancora sonnecchiosa, che Marco Balbi si rivolge con le parole di Carlo Porta, Delio Tessa, Giuseppe Parini, Emilio De Marchi, Vespasiano Bignami, Franco Loi, Fabio Varese per il bisogno di un’appartenenza comune ad una città che ha e deve avere ancora tanto da dire.
Da dire, e tanto, aveva Giorgio Gaber, che con Sandro Luporini riusciva ad intercettare e quasi sempre ad anticipare i disagi di intere generazioni. A riproporre uno dei suoi capolavori del teatro-canzone sarà una delle più grandi attrici italiane, MADDALENA CRIPPA alle prese con E PENSARE CHE C’ERA IL PENSIERO, uno di quei titoli-manifesto che hanno reso indimenticabile l’opera di un altro grande milanese. “Ora inerti e assopiti aspettiamo un qualsiasi futuro con quel tenero e vago sapore di cose oramai perdute”
La ringhiera e il cortile sono invece i protagonisti de IL FABBRICONE di Giovanni Testori, altro grande milanese. Un affresco di storie che rimandano a quella Milano di periferia fotografata tra l!eco non ancora troppo lontana di una guerra che ha lasciato sul terreno e sulle coscienze cumuli di macerie e un futuro ancora incerto. Insomma sono gli anni del Boom e dello Sboom tra le inquietudini e i sogni di gloria di una gioventù in cerca di nuovi riferimenti e la nostalgia carogna di vite invecchiate troppo presto. Il tutto a portata di mano e di cuore, grazie alla penna straordinaria di uno dei più grandi autori del Novecento. La versione teatrale ricostruisce sentimenti e atmosfere, attraverso i personaggi principali e secondari, abitanti di questo decadente "fabbricone" brulicante di vita, pianeta ostile e materno, da dove si scappa, ma non si riesce a uscire.


QUARANTA
PROVE DI TEATRO POPOLARE


L’apertura e la chiusura di questa quarantesima stagione teatrale saranno dedicate a due esperienze che ci piace definire di “teatro popolare”. Liberamente ispirato all’affresco teatrale di Ramon Valli-Inclàn, Luci di Bohème, lo spettacolo D’ORA IN POI con PAOLO ROSSI nella parte del protagonista Max Stella, che guida una incredibile umanità in bilico tra la vita e la morte provando anche a riderci sopra. Spettacolo “on the road” come nella natura del “maestro” con una compagnia di giovani scatenati, la Baby Gang.
Parte da molto più lontano la proposta del regista CARMELO RIFICI per LA MANDRAGOLA di Niccolò Machiavelli, capolavoro del teatro popolare di tutti i tempi, che sarà allestito nel cortile della Magnolia dell’Accademia di Brera, diventato uno dei luoghi, ormai consueti, della nostra intricata mappa teatrale cittadina. Storia di furbi e allocchi, ingannatori e ingannati per un carosello di tipologie umane che non sembrano proprio provenire da cinquecento anni di storia.


QUARANTA
IL TEMPO PRESENTE


Assolutamente “fuori dal coro”, come sempre quando si tratta dei progetti di Andreè Ruth Shammah e del Teatro Franco Parenti è lo spettacolo AL MERCATO, una favola in cui i diversi personaggi – popolani, filosofi, poeti - si susseguono offrendo insieme alla merce, il valore che in essa è contenuto; intende portare gli spettatori a ragionare sulla necessità di un progetto condiviso per un uso etico dell’ambiente e delle sue risorse.
Con BAUMANN CIRCUS, il mercato diventa quello globale, quello che modifica le nostre vite e i nostri rapporti e trasforma la comunità del pianeta in una società , dove tutto è fluttuante e navigante. Lo spettacolo multietnico e contaminato nasce in omaggio alle idee ed alle teorie illuminanti e lancinanti del filosofo più discusso di oggi Zygmunt Baumann che già qualche anno prima della “deriva” avvisava il popolo dei debitori dei rischi della “vita liquida”.


QUARANTA
ANCORA PER LA SOLIDARIETÀ


Come tutti gli anni la nostra stagione è dedicata ad una iniziativa umanitaria e civile che intendiamo sostenere e sopratutto invitare il nostro pubblico a sostenere. Per la nostra quarantesima stagione abbiamo trovato nell’esperienza di EXODUS di Don Mazzi una significativa conferma di quanto sia, nonostante tutto, ancora possibile percorrere la via della solidarietà e della tolleranza con la forza delle idee e della volontà. In particolare l’incontro con Exodus si articolerà sull’accoglienza agli stranieri e agli ultimi per provare a superare quelle brutali logiche dell’abbandono o del respingimento non degni di una società che si ispira ai principi morali e civili.

Emilio Russo



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