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Comune di
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P.U.L. · compagnie in residenza

spazio mil · dicembre 2008 / marzo 2009


Un progetto promosso da
Compagnia BabyGang
Compagnia Band à Part
Compagnia Sanpapié


in collaborazione con
TIEFFE Filodrammatici Teatro Stabile d’Innovazione

Il Progetto PUL è la prima esperienza in Italia di residenza multipla di più compagnie negli spazi di un Teatro Stabile di Innovazione.
Il progetto si configura come un’esperienza pilota nell’insieme di strategie che il teatro italiano sta mettendo in campo, negli ultimi anni, per rispondere alle forti esigenze di ricambio generazionale. Intraprende inoltre un percorso in netta controtendenza rispetto all’ attuale configurazione del teatro italiano, proponendosi la realizzazione di dodici produzioni nell’arco di un triennio.
Il progetto è sostenuto da Tieffe – Filodrammatici Stabile d’Innovazione e fa parte del Progetto Être – Esperienze Teatrali di Residenza, un progetto di Fondazione Cariplo.

1. Presupposti
2. Residenza
3. Progetto
4. Triennio
5. Spazi
6. Produzioni
7. Ospitalità
8. Laboratori
9. Percorsi paralleli
10. Organizzazione
11. Compagnie – Triennio in prospettiva
12. Documentazione
13. Conclusioni

1. Presupposti

Il progetto nasce dall’incontro fra il Tieffe – Filodrammatici, centro di produzione storico nella geografia dello spettacolo milanese, e tre giovani compagnie: la Compagnia BabyGang, la Compagnia Band à Part e la Compagnia Sanpapiè.

I membri dei tre gruppi sono accomunati da una formazione comune, essendo nati all’interno della Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi.
Sul piano artistico, le tre compagnie hanno caratteristiche differenti che ne rendono particolarmente interessante l’interazione.
BabyGang è guidata da una drammaturga, che si occupa anche di regia e recitazione. Il direttore artistico di Band à Part si è formato e opera nel campo della regia.
La Compagnia Sanpapiè produce teatro – danza , ma è guidata da una coreografa e da una drammaturga che, con l’apporto costante di un musicista, sperimentano le interazioni possibili fra questi linguaggi.

Tutti e tre i gruppi si riconoscono in un assunto comune: ogni spettacolo è una creazione autonoma della compagnia, a partire dal materiale drammaturgico fino al risultato definitivo in scena. I lavori sono il frutto di una dimensione collettiva di lavoro che trasforma l’input iniziale in una struttura definita. Per queste ragioni, il terreno comune del lavoro di PUL sarà la drammaturgia contemporanea, in tutte le sue forme e declinazioni possibili.

Il Tieffe – Filodrammatici, con la sua adesione al progetto, dà corso alla propria volontà di sostenere lo sviluppo e il consolidamento di nuove formazioni teatrali, mettendo a loro disposizione strumenti di lavoro, visibilità e spazi. Le compagnie utilizzeranno trasversalmente per le proprie attività gli spazi gestiti dal Tieffe – Filodrammatici: il Teatro Oscar a Milano e lo Spazio MIL a Sesto San Giovanni. Per le sue caratteristiche particolari lo Spazio MIL è stato scelto come sede principale del collettivo.

Su invito della struttura, le compagnie hanno dato vita a un progetto che si configura come uno strumento attivo per sviluppare il proprio lavoro, per attivare un positivo confronto metodologico e organizzativo, nonché per essere presenti con continuità sulla scena teatrale milanese.


2. Residenza

Il perno attorno al quale il progetto si è sviluppato è la pratica della residenza teatrale: un luogo che si rende disponibile ad aprirsi e a ospitare i percorsi creativi di giovani formazioni artistiche, mettendo a loro disposizione spazi di lavoro e materiali tecnici. PUL nasce come un tentativo di ampliare e specificare le modalità di attuazione di questa pratica.

Primo elemento di novità è che le compagnie non sono semplicemente invitate a utilizzare gli spazi del teatro per le loro produzioni, bensì vengono accolte, in una prospettiva più ampia, nella gestione e nella realizzazione delle sue attività. Gli artisti residenti trovano nel teatro un appoggio logistico e organizzativo ad ampio raggio e contribuiscono alla realizzazione della stagione con le loro produzioni e con un piano di ospitalità da sviluppare nel tempo.

In secondo luogo, per la prima volta, più soggetti artistici indipendenti vivono la residenza insieme, in uno stretto rapporto progettuale e organizzativo, promuovendo al proprio interno un costante confronto artistico e la sperimentazione di modalità condivise sul piano organizzativo e gestionale.

Per queste caratteristiche innovative il progetto ha ricevuto una valutazione positiva dalla Commissione Cariplo, ed è stato inserito all’interno del programma relativo al Bando Etre per le residenze teatrali.


3. Progetto

Con la propria presenza per tre anni sulla scena milanese, il PUL intende realizzare molteplici obbiettivi che possono essere riassunti in questi punti fondamentali.

Consolidare il lavoro delle singole compagnie, dando loro una continuità di presenza e visibilità sulla scena milanese e nazionale.

Specificare e accrescere le competenze artistiche e organizzative dei membri delle formazioni, attraverso un confronto continuo e allargato sui modelli di lavoro, sulle categorie estetiche, sulle finalità del rapporto con il pubblico.

Incidere sulla realtà milanese proponendo una politica culturale tesa al rinnovamento dei modelli e alla creazione di reti di confronto fra giovani artisti.

Sperimentare e documentare nuove modalità organizzative e gestionali.

Promuovere il ricambio generazionale nel teatro italiano.

Per tre anni – 2009, 2010, 2011 – le compagnie saranno ospitate negli spazi gestiti dal Tieffe – Filodrammatici Stabile di Innovazione. All’interno della struttura attiveranno una serie di attività trasversali che toccano l’area della produzione artistica e del lavoro sul territorio, quella della formazione e quella organizzativa.

Sul piano della produzioneartistica le compagnie utilizzeranno gli spazi per produrre i propri spettacoli. Le produzioni saranno produzioni singole di ciascuna compagnia e produzioni collettive che vedranno le tre formazioni impegnate in un lavoro comune. Gli spettacoli prodotti entreranno a far parte della stagione del teatro e, a partire dal secondo anno, saranno affiancati da una serie di ospitalità rivolte ad artisti affini al percorso delle compagnie, con i quali verranno attivati strumenti attivi di confronto artistico e organizzativo.

Sul piano della formazione le compagnie attiveranno una ricca attività di laboratori, strutturata secondo una duplice strategia. Da un lato, organizzeranno laboratori condotti dai propri membri, che rientrano in una attività di ricerca e di specificazione dei propri modelli artistici. Dall’altro, inviteranno professionisti esterni a condurre percorsi di formazione aperti al pubblico, ma frequentati dagli stessi artisti residenti.

Sul pianoorganizzativo, le compagnie potranno avvalersi di una postazione operativa all’interno del teatro, che verrà utilizzata per studiare e realizzare una campagna di promozione per le attività del collettivo, per ottimizzare il lavoro degli artisti all’interno degli spazi e per costruire un piano di circuitazione e diffusione esterna delle produzioni.


4. Triennio

Il primoanno di PUL è strutturato come una presentazione. Le compagnie realizzeranno al MIL la loro prima produzione singola, per prendere possesso dello spazio e per far conoscere al pubblico e agli addetti ai lavori la propria linea di ricerca.
È un modo per dire: noi siamo qui, facciamo questo, partiamo da qui.
Nel corso del primo anno verrà anche realizzata la prima produzione collettiva, lo strumento interno del confronto e del lavoro comune fra i membri della residenza. Infine, verranno attivati i primi laboratori, tenuti dai membri delle compagnie, come passo ulteriore nella definizione del proprio percorso di lavoro al MIL.

Il secondoanno si muoverà sotto il segno dell’apertura. Verrà promosso un invito nazionale rivolto a realtà appartenenti allo stesso taglio generazionale delle compagnie residenti, il cui lavoro sia in linea con la direzione e gli obbiettivi artistici del progetto. Gli spettacoli degli artisti coinvolti verranno ospitati accanto alle produzioni del PUL e alla produzione collettiva. Parallelamente alle rappresentazioni, verranno attivate una serie di pratiche attive di confronto metodologico e organizzativo, che metteranno in rapporto gli artisti residenti con quelli ospitati. Alcune di queste pratiche saranno strettamente tecniche e interne, altre verranno aperte al pubblico o agli addetti ai lavori, per mezzo di seminari, dimostrazioni di lavoro, interventi. Attraverso queste pratiche, il PUL si propone di superare la logica della programmazione, aprendo la vita del teatro a un reale processo di ricerca allargato, che possa funzionare come spazio di approfondimento per un pubblico attento alle metodologie di lavoro, come strumento di avanzamento per gli artisti coinvolti e come stimolo a fare rete per realtà teatrali che stanno muovendo i primi passi di consolidamento nel teatro italiano.

Il terzoanno amplierà la prospettiva di apertura e confronto portandola a una dimensione europea e mediterranea. Gli inviti saranno rivolti ad artisti che operano al di fuori dei confini nazionali, con l’intento di sviluppare uno scambio virtuoso sia sul piano artistico, sia su quello della circuitazione degli spettacoli all’estero. Il PUL si propone di creare una sorta di Festival che metta a confronto, in seno a una stagione teatrale, sistemi di lavoro italiani e stranieri. In questo senso lavorerà per far circuitare il blocco delle proposte in tutti i paesi coinvolti, attraverso una fitta rete di relazioni sviluppata fin dal primo anno. Il senso di questa operazione è quello di mettere Milano al centro di una rete europea di giovani artisti, perseguendo la vocazione europea della città, e di esportare la ricerca teatrale italiana che si trova al di fuori dei grandi circuiti della distribuzione internazionale.

Il triennio di PUL ha una forma di movimento geografico che ricorda quello di una goccia d’olio lasciata cadere nell’acqua. Il punto in cui cade è Milano, nostra città di adozione artistica e appartenenza di vita. Come una goccia d’olio PUL tende poi ad allargarsi, sull’Italia nel secondo anno, sull’Europa nel terzo. Questo movimento rispecchia un’esigenza sempre più forte per le arti e lo spettacolo dal vivo: quella dell’allargamento del palcoscenico, del confronto interculturale con altri modelli, altre lingue, altre persone. È una modalità che le compagnie già perseguono da anni nel lavoro interno che le ha portate fin qui. PUL è l’occasione di dare continuità e struttura a questo movimento fondamentale.


5. Spazi

Come è stato già detto, le compagnie saranno ospitate per tre anni all’interno degli spazi in gestione a Tieffe – Filodrammatici, mantenendo come base operativa lo Spazio Mil.
La sua natura di spazio teatrale nato dalla riconversione di un complesso di archeologia industriale, lo rende particolarmente adatto a progetti di ricerca e ad allestimenti non vincolati a un rapporto predefinito fra sala e palcoscenico. La presenza del wine-bar Il Maglio, adatto alla rappresentazione di spettacoli o interventi artistici particolari, rende questo spazio ancora più versatile per le attività del gruppo. Lo spazio MIL sarà anche la sede della postazione organizzativa del PUL.


6. Produzioni

Produzione singola. Ogni compagnia realizzerà ogni anno una nuova produzione.
In quest’ottica ogni compagnia avrà annualmente a disposizione un periodo di prova negli spazi del Tieffe – Filodrammatici e rappresenterà il lavoro all’interno della stagione del teatro.
La produzione singola è lo strumento di sviluppo triennale dei singoli gruppi, che potranno avviare una attività continuativa, essere presenti sulla scena milanese e utilizzare la piattaforma operativa del PUL come strumento di promozione e circuitazione dei propri lavori.

Produzione collettiva. Le tre compagnie produrranno annualmente un progetto che le vedrà impegnate insieme. Ogni anno le direzioni artistiche dei gruppi svilupperanno insieme un format di lavoro studiato per permettere il lavoro congiunto di tutte le forze in campo. La produzione collettiva è il centro nevralgico del progetto PUL, lo strumento fondamentale del confronto fra le compagnie.
È un’esigenza di base che i gruppi non solo si rapportino rispetto a una presenza condivisa in uno spazio teatrale, ma lavorino insieme, mettendosi alla prova con metodologie diverse e con un lavoro di ensemble che certamente è più complesso di quello che ogni compagnia già si trova ad affrontare al suo interno. La produzione collettiva è l’azione da cui tutti noi ci aspettiamo di imparare più cose, di crescere maggiormente come artisti. L’esperienza di lavoro comune ricadrà positivamente anche sulla qualità del lavoro nelle produzioni singole.
Lo scopo è quello di costruire uno spettacolo che non sia il risultato della dimensione poetica ed estetica di una singola compagnia, ma la somma dei loro apporti differenti, quindi qualcosa di diverso da ciò che ciascuno ha fatto finora.


7. Ospitalità

Accanto alle proprie produzioni, PUL ospiterà all’interno della stagione di Tieffe – Filodrammatici altri artisti, che verranno invitati a rappresentare i propri spettacoli. L’attività di ospitalità del PUL non vuole essere una semplice programmazione, ma una scelta precisa di politica culturale. Gli artisti saranno selezionati in base all’affinità di concezione del lavoro teatrale, al desiderio di scambio e di confronto artistico, alla promozione di collaborazioni e progetti comuni. Alcuni artisti verranno invitati perché nel loro lavoro è stato identificato qualcosa da imparare, qualcosa da rubare.
Per il secondo anno le compagnie invitate faranno parte della geografia teatrale italiana, il terzo anno sarà dedicato all’invito e alla presentazione di compagnie estere.
Accanto al piano delle ospitalità, PUL organizzerà una serie di appuntamenti dedicati al confronto fra le compagnie residenti e le compagnie ospiti, sia di carattere interno che aperte al pubblico. In questa attività va a confluire il senso portante dell’attività di ospitalità e del progetto stesso: aprire un confronto e fare rete. Si tratta di esplicitare e mettere a confronto le metodologie di lavoro e i piani organizzativi, sia per fare il punto sul teatro che si è consolidato al di fuori dei circuiti ufficiali, sia per promuovere un processo di aggiornamento di ampio respiro.
Incontrarsi a un livello non superficiale è il primo passo per far nascere nuovi progetti e nuove direzioni di lavoro. Crediamo che questa modalità di approccio sia una risposta reale alle difficoltà del teatro in questi anni.


8. Laboratori

Una delle azioni fondamentali delle compagnie all’interno degli spazi loro assegnati sarà l’organizzazione di laboratori di vario ordine. Il laboratorio è inteso dalle compagnie, come del resto sempre di più nell’ambiente teatrale in genere, come uno strumento privilegiato di ricerca e messa a punto dei propri strumenti espressivi. L’esperienza formativa porta a mettersi in gioco sia chi frequenta il laboratorio sia chi lo dirige.
I laboratori saranno prevalentemente condotti dai membri del collettivo e utilizzati per specificare i propri strumenti di lavoro, per conoscere nuovi artisti, per avviare un progetto alla sua fase operativa. Rispecchiando la natura composita delle compagnie, i laboratori coinvolgeranno molteplici linguaggi: recitazione, danza, scrittura, musica.
Oltre ai percorsi di lavoro a cura delle compagnie, PUL inviterà professionisti esterni a tenere laboratori aperti al pubblico. In queste occasioni i membri stessi delle compagnie saranno fra i partecipanti, in un’ottica di formazione permanente. Spesso verrà richiesto agli artisti ospitati in stagione di ampliare la qualità della loro presenza con un laboratorio o una dimostrazione di lavoro.


9. Percorsi paralleli

Nel corso dei tre anni di residenza, in uno stretto rapporto creativo con la direzione del Tieffe – Filodrammatici, PUL promuoverà la realizzazione di progetti speciali, che andranno a inserirsi trasversalmente nella programmazione.
I progetti speciali potranno essere inseriti in calendario o essere presentati come serate singole promosse ad hoc. L’ambito di lavoro in questo senso è ampio e crescerà in stretto rapporto con la vita del progetto. In questa sezione di lavoro stanno serate di spettacolo nel wine bar Il Maglio, concerti, presentazioni di libri e molto altro.


10. Organizzazione

Il lavoro di organizzazione sarà il centro dell’attività del collettivo. Per il PUL il piano organizzativo non è un fattore burocratico, bensì l’altra faccia del piano artistico. Realizzare questo progetto significa immaginare e mettere in pratica nuove modalità organizzative e gestionali, che possano far fronte alle esigenze specifiche di un’esperienza inedita. Questo significa anche proporre una formula alternativa per garantire una vita produttiva autentica al teatro, in un momento di certa difficoltà e congelamento.
La postazione organizzativa allo Spazio MIL sarà la base operativa di questa attività. Gran parte di essa sarà legata alla ricerca di fondi per il sostegno del progetto, alla sua promozione sul territorio e al coinvolgimento di nuovo pubblico per i nostri lavori. Gli spettacoli del PUL e delle singole compagnie verranno sostenuti e promossi anche fuori dalla realtà milanese, cercando di garantirne la circuitazione. Verranno poi sperimentate attività di rapporto col territorio, non solo in ottica promozionale, ma per legare maggiormente il nostro spazio di lavoro alla realtà urbana che lo ospita. In una direzione che singolarmente le compagnie già perseguono, verranno attivati contatti e collaborazioni con realtà produttive e artisti stranieri, comunitari ed extracomunitari. È convinzione comune che l’Europa sia il palcoscenico sul quale il teatro italiano deve imparare a muoversi.


11. Compagnie – Triennio in prospettiva

BabyGang ¦ Produzioni

La possibilità di produrre uno spettacolo l’anno per tre anni lungo un percorso articolato in fasi di confronto, di apertura al pubblico, di incontri ed eventi mirati a migliorare la gestione organizzativa e produttiva dei propri progetti, è un’occasione di crescita per PUL e per la Compagnia BabyGang .
E questo non solo per ciò che riguarda le singole produzioni ma soprattutto rispetto alla produzione collettiva che vede coinvolte le tre entità che costituiscono PUL.
Gli obiettivi principali della compagnia per il progetto PUL sono: dare una continuità ai progetti prodotti all’interno di un’ organizzazione solida e costante, mettere in gioco la metodologia sviluppata in questi anni, relazionarsi con altre compagnie e realtà per imparare modi e linguaggi diversi dal proprio.
Un’ apertura a tutti i livelli, da quello artistico a quello organizzativo, per trovare soluzioni alternative alle vecchie domande e domande nuove sulle vecchie certezze.
Al primo anno del progetto PUL, la Compagnia BabyGang realizzerà Striptease, spettacolo ispirato alla metafora dello spogliarsi declinata in ogni sua forma di Carolina De La Calle Casanova e Sarah Chiarcos, con gli attori della compagnia. Il progetto avrà inizio con una fase laboratoriale in cui i primi testi, quadri, immagini e idee si confronteranno con diversi artisti e stili.
La novità rispetto ai progetti precedenti sarà il format dello spettacolo: Striptease prevede sempre un cast diverso appoggiato a una struttura drammaturgica portante, permettendo così di ospitare altre compagnie di teatro e danza.
Il progetto è in collaborazione con il Teatro della Contraddizione di Milano e il Teatro Libero Incontroazione di Palermo.

Durante il secondo anno, BabyGang si confronterà con il testo This story of yours del drammaturgo britannico John Hopkins, tradotto in italiano per la prima volta da Barbara Viola con il titolo L’Offesa. Il testo dello spettacolo sarà una riscrittura originale a opera di Carolina De La Calle Casanova, con Federico Bonaconza e gli attori della Compagnia.
Un’attenzione ossessiva verso i cosiddetti “mostri”, probabilmente nascosti all’interno di anonimi condomini, nel cuore di serene famiglie medio borghesi, nella apparentemente equilibrata psiche di un padre di famiglia, di una madre amorevole, di un figlio modello, di un negoziante servizievole, di una maestra sorridente, di un gentile passante…. Una crescente diffidenza verso il diverso che in molti casi sfocia in violenza; una violenza approvata dall’opinione pubblica, se fatta a fin di bene. A fin di bene…

La prima produzione parte da una metafora che vuole spogliare e si spoglia a sua volta per far vedere cosa nasconde l’apocalisse dell’anima in pubblico; a pagamento, secondo i canoni pornografici della nostra contemporaneità.
La seconda produzione nasce da un testo teatrale che lavora sulla sottile linea di confine del potere: è pericoloso cadere da una parte o dall’altra, di qualunque potere si tratti; e la terza?
La Compagnia BabyGang si riserva il diritto dell’avventura, decidendo di farsi contagiare dai presupposti di apertura del progetto PUL e dalla strada che percorrerà la compagnia nel confronto con nuove realtà artistiche lungo il percorso.


BabyGang ¦ Laboratori

La Compagnia BabyGang lungo il percorso del progetto PUL – Compagnie in Residenza svilupperà una serie di laboratori aperti ad attori in rapporto ai progetti che saranno prodotti nel corso della residenza.
Questi laboratori si concentreranno nel confrontare con differenti modalità le tematiche dei progetti, la metodologia della compagnia in continua trasformazione e crescita, i meccanismi drammaturgici della scrittura e l’apertura a possibili collaborazioni esterne che interagiscano con i progetti in modo creativo.
Ogni laboratorio si concluderà con una dimostrazione aperta al pubblico, per mostrare il lavoro nella fase in cui nasce – una della fasi più delicate –, per separare il futile dal necessario, per rendere anche il futile interessante, per rendere più chiaro ciò che si vuole raccontare attraverso il confronto con gli spettatori.
Il primo esempio è il laboratorio sul progetto Striptease, denominato Chi ha paura di spogliarsi? che si terrà alla fine dell’anno 2008, per concludersi con un’ apertura al pubblico il 19 dicembre, dove non solo si metteranno in gioco i primi risultati del lavoro ma si ospiteranno altri artisti, che interverranno con i propri linguaggi, proponendo il loro punto di vista sul progetto in autonomia.
Queste ospitalità seguiranno il progetto fino all’allestimento dello spettacolo Striptease, apportando modifiche, riflessioni e nuovi spunti.
La Compagnia BabyGang indaga nuove forme di scrittura e tutti gli spettacoli prodotti finora sono scritture originali; quindi, l’asse principale del lavoro durante i laboratori sarà il confronto tra la nuova scrittura e le forme recitative più consone a ciò che si racconta, ovvero l’uso della parola, la storia che si trasmette attraverso l’attore, lo stile scenico.


Band à Part ¦ Produzioni

Band à Part inizia il suo percorso di produzione all’interno del Progetto PUL con il riallestimento di Bauman (Zygmunt) Circus, debuttato in forma di studio all’interno di Mittelfest 2008 – Costruire il Tempo. Lo studio ha avuto un ampio consenso da parte del pubblico del Festival e dalla critica, ragione ulteriore che ha convinto la compagnia della necessità di specificare e ampliare il lavoro, per farlo diventare un vero e proprio spettacolo.
Bauman (Zygmunt) Circus è il risultato ultimo di diversi anni e di molteplici sperimentazioni affrontate dal gruppo di lavoro. È un punto fermo della ricerca di Band à Part, una struttura modulare di composizione che si pone alla base del percorso di ricerca che verrà sviluppato nei tre anni di residenza.
Lo spettacolo è una creazione autonoma del gruppo, che prende le mosse dalle analisi della società contemporanea sviluppate nei suoi libri da sociologo di fama mondiale Zygmunt Bauman. A partire dalle sue osservazioni sulla società liquida, nel cui fluido movimento ritroviamo la metafora del nostro agire quotidiano, i membri del progetto Band à Part si sono guardati intorno, a partire dal contesto urbano in cui vivono. Il circo della modernità qui rappresentato è una giornata a Milano, ma anche una giornata in qualsiasi metropoli occidentale. Lo spettacolo tocca i temi fondamentali al centro degli interessi di Band à Part: l’identità, i rapporti sociali, il dialogo interculturale.
Bauman (Zygmunt) Circus porta in sé gli assi espressivi fondamentali sui quali il gruppo intende sviluppare e approfondire la propria ricerca. In primo luogo si tratta di una creazione autonoma e originale, anche se parte da un materiale non teatrale. A livello di composizione drammaturgica, funziona secondo un principio associativo di mescolanza e giustapposizione di materiali eterogenei. La colonna sonora dello spettacolo è originale e viene suonata dal vivo da una piccola orchestra. Il cast è composto da attori di diversa nazionalità, che spesso si esprimono nella propria lingua d’appartenenza. Da questi elementi è possibile scorgere lo stile e la cifra di Band à Part.
Le produzioni successive del gruppo all’interno della residenza porteranno avanti questo specifico filone di ricerca. Partiranno da materiali non teatrali e saranno frutto di un lavoro di composizione di tutti gli artisti coinvolti. Avranno un rapporto fondamentale con la società che ci circonda, perché ci interessa studiare la realtà e restituire allo spettatore il nostro sguardo su di essa. Lavoreranno sulla mescolanza di linguaggi espressivi differenti, mettendo insieme musica, danza, recitazione, video. Saranno interpretati da cast multietnici, alla cui composizione affideremo il compito di restituire la mutata composizione della nostra società, rispetto a quel che era solo vent’anni fa.
La ricerca di Band à Part ha cominciato con Bauman (Zygmunt) Circus a riflettere sui miti fondanti della società contemporanea, sui grandi eventi concettuali che hanno forgiato la nostra sensibilità e che sono ormai, secondo noi, consunti e da superare. La modernità è il primo di questi punti focali. Nel corso dei tre anni ci porremo altri problemi fondanti. Senza dubbio il tempo, e in particolare il rapporto fra tradizione e contemporaneità. In seguito la psicoanalisi, fantasma centrale nella lettura novecentesca della vita dell’individuo. Queste sono attualmente le nostre linee di lavoro. Nel tempo potranno germinare, dare altri frutti, modificarsi. Per l’anno 2009, l’intenzione è quella di lavorare sullo spettacolo Gli anni, una sorta di composizione atipica sulle differenze fra il tempo che ricordiamo e quello che viviamo.
Band à Part si è prefissa l’obbiettivo di dare alla luce una nuova creazione ogni anno. Accanto a questo lavoro, che corrisponde alle tre produzioni che verranno realizzate nel corso del progetto PUL, il gruppo ha intenzione di dar vita ad altri eventi spettacolari correlati. Alcuni di questi saranno piccoli spettacoli, o letture , o concerti. Altri saranno invece quello che chiamiamo interventi.
L’intervento non è uno spettacolo, né una performance. È un piano di ricerca, un modello di dispositivo scenico attraverso il quale Band à Part si pone delle questioni su che forma debba avere una drammaturgia davvero contemporanea.
L’intervento è un’azione scenica studiata per un luogo preciso, che può avvenire solo in quel luogo definito. Se viene spostata, deve essere ricreata. È una forma di presenza scenica che ha come obbiettivo primario l’incontro fra i modelli di rappresentazione e la realtà presente e vissuta nel luogo della rappresentazione stessa. È un risuonatore del senso. Non si serve necessariamente di attori professionisti, né di attori.
Come programma di ricerca, il piano degli interventi non è ancora strettamente definito. A livello progettuale si sta comunque lavorando in due direzioni. Il primo intervento sarà denominato la cena e sarà probabilmente realizzato nel Wine Bar del MIL.
Il secondo (in verità costituito da diversi interventi in luoghi diversi) sarà denominato Serie delle elencazioni.
Band à Part non si definisce una compagnia, ma un progetto. Come tale aggrega forze espressive e competenze differenti. I singoli spettacoli possono essere firmati da un membro del gruppo, dal collettivo o da un esterno invitato dal gruppo. È possibile che progetti trasversali di membri di Band à Part vengano presentati nel corso della residenza.


Band à Part ¦ Laboratori

Nel corso della residenza Band à Part attiverà una serie di laboratori condotti da membri del progetto. Questi interventi saranno sostanzialmente di due tipologie:

In primo luogo saranno proposti laboratori strettamente correlati alle produzioni della compagnia stessa. In questo caso la finalità primaria di Band à Part sarà quella di riflettere sui materiali e sulle metodologie di lavoro, aprendosi ad altre prospettive e ad altri artisti. Oltre che un modo di conoscere nuovi collaboratori da inserire nei propri progetti, il laboratorio diviene in questo modo uno spazio aperto di scambio, che entra di diritto a far parte del processo creativo che porta alla rappresentazione.

In secondo luogo saranno proposti laboratori di formazione, con l’obiettivo di condividere le acquisizioni metodologiche e artistiche del gruppo con chi le ritenga importanti per il proprio personale percorso nel teatro. In questo senso, verranno messe a frutto le esperienze pedagogiche di alcuni membri di Band à Part, in particolare quelle di Paolo Giorgio (regista del gruppo, insegnante di Elementi di Regia e Recitazione presso la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi e altre strutture) e quelle di Nicola Arata (compositore, per molti anni docente al conservatorio di Pavia, docente di corsi di musica di scena presso lo spazio PIM di Milano). Questi laboratori avranno come argomento le strutture base della recitazione, gli elementi grammaticali della regia e il rapporto fra musica, recitazione, impostazione vocale.

Infine, Band à Part si riserva di invitare professionisti esterni a tenere laboratori nel corso della residenza, qualora ritrovi nel loro lavoro elementi fondamentali da conoscere per sviluppare ulteriormente il proprio percorso. In questi casi, i membri di Band à Part saranno fra gli utenti del laboratorio.


Sanpapié ¦ Produzioni

Ripartire da un arrivo
La Compagnia Sanpapié centra la propria ricerca sul linguaggio.
Coreografia, drammaturgia e musica lavorano di concerto per restituire una storia, delle immagini, degli ambienti, degli stati d’animo per arrivare a una creazione originale. Punto zero di questa ricerca è Boh, produzione che ha debuttato nel marzo 2008 e che è tutt’ora in lavorazione.
Boh non è la prima produzione della compagnia, ma vi si fa riferimento come a un punto di partenza e di arrivo allo stesso tempo, perché – dopo quasi due anni di attività – è un primo fragile esempio di reale commistione e contaminazione dei tre linguaggi, in cui nessuno dei tre ha lavorato a servizio ma tutti e tre hanno avuto alla pari un ruolo autorale nella creazione.
Boh è tutt’ora oggetto di ricerca, non ha ancora raggiunto la propria forma definitiva e verrà rimesso in discussione e in lavorazione; questo perché il materiale diventa in qualche modo palestra per consolidare un metodo, per puntualizzare una direzione di ricerca che si faccia via via più precisa. Questo percorso appena iniziato ha necessità diverse da quelle produttive, richiede tempi che siano anche di deposito, di riflessione, richiede che il risultato che si ottiene al termine di ogni sessione di lavoro venga messo in discussione alla sessione di lavoro successiva. Questo ha fatto sì che Boh abbia debuttato a marzo in una sua prima forma, sia stato rimesso parzialmente in prova a settembre e poi completamente rilavorato a fine ottobre, prevedendo un’ultima ulteriore sessione di lavoro a febbraio 2009, in occasione delle repliche di Milano.
Questi, in questo momento, sono i tempi di lavoro della compagnia. Ma è nella produzione di spettacoli e nel confronto con il pubblico che la compagnia identifica il modo di mettere un “punto e a capo” nell’affermare la propria crescita e mettere alla prova il proprio lavoro.
Nell’ottica della triennalità offerta dal progetto PUL, la compagnia proseguirà il proprio percorso di crescita, ripartendo da un arrivo. Proprio per questo motivo, la presentazione di Boh in PUL diventa per la Compagnia un’affermazione di identità e presenza rispetto al progetto stesso e al luogo che lo ospita. Ci presentiamo attraverso il nostro lavoro, e iniziare da Boh significa: noi siamo questo, facciamo questo, siamo arrivati fino a qui ed è da qui che ripartiamo.
All’interno di PUL, la ricerca della compagnia sarà scandita dalle tre produzioni nei tre anni della residenza. L’obiettivo artistico è quello di riuscire a trovare un equilibrio tra coreografia, drammaturgia e musica che nel processo di creazione sia sempre più solido, e allo stesso tempo un amalgamarsi che nel risultato sia sempre più sottile, che mescoli gli ingredienti a livelli via via più profondi, rendendo i confini tra una competenza e l’altra sempre meno visibili.
Nella sua attività produttiva la compagnia non si preclude la possibilità di declinare generi diversi (performance di danza astratta, spettacoli teatrali, letture musicate), come di coinvolgere ulteriori linguaggi (video, fotografia) o interpreti con altre professionalità (attori, acrobati, performer, cantanti). Nata con una composizione mista, formata da una coreografa e un’interprete, una drammaturga, un musicista e drammaturgo e un organizzatore molto coinvolto nelle scelte artistiche, la compagnia ha un cuore che propende all’apertura e alla contaminazione, al confronto tra diverse professionalità e competenze.


Sanpapié ¦ Laboratori

Sanpapie’ non ha niente da insegnare.
I laboratori proposti da Sanpapié in PUL nascono dalla necessità di incontrarsi, condividere e confrontarsi mettendo a disposizione del lavoro il proprio bagaglio di esperienza e la propria creatività.
Queste occasioni di incontro potranno essere legate ai filoni di ricerca della compagnia, potranno essere guidate dai membri della stessa (insieme o singolarmente), come da esterni invitati a condividere il proprio percorso.
Allo stesso modo, i laboratori potranno essere rivolti a danzatori, attori, interpreti con diverse professionalità e provenienze, così come centrati sulla drammaturgia o sulla musica.

Per quanto riguarda il laboratorio del primo anno Sanpapié mette a disposizione dell’incontro quello che ha: le proprie competenze.
I partecipanti saranno seguiti da una coreografa, un musicista e una drammaturga che si alterneranno alla guida del laboratorio, come a indicare tre strade diverse di sviluppo e ricerca a partire da uno stimolo comune.
E’ possibile pensare ai tre linguaggi come a tre punti di vista che mettono a disposizione provocazioni. È un gioco a spostare il punto di vista, la partenza, a invertire l’ordine di priorità, il fuoco dell’attenzione, a guardare al lavoro come a un contenitore di possibilità aperto a cui ritornare nel mettere insieme i pezzi, comporli in modi diversi, mescolarli tra loro e trovare un equilibrio per poi rimetterlo in discussione.
Non si tratta di trovare ma di cercare, non si tratta di ottenere ma di provare, non si tratta di dimostrare ma di fare.
Per tutti questi motivi il tema guida del laboratorio sarà semplice e aperto: un pretesto, un punto di partenza comune per un lavoro sul modo di affrontarlo.


12. Documentazione

Il progetto PUL nasce come uno spazio di confronto fra diversi linguaggi espressivi e metodologie di lavoro autonome. L’interazione fra tre differenti compagnie, unita al desiderio di ampliare ulteriormente questa prospettiva, richiede la sperimentazione di modelli organizzativi nuovi, adatti a questa particolare situazione. La residenza multipla è per tutti gli artisti coinvolti una situazione radicalmente nuova, priva di riferimenti precedenti, per altro in controtendenza rispetto a quanto sta accadendo nel teatro italiano, sempre meno concentrato sulle occasioni produttive. La consapevolezza del grado di novità e di rischio della proposta di PUL, ha messo in evidenza la necessità di documentare fin dal principio quello che accadrà nel corso dei tre anni.

Si tratta in primo luogo dell’esigenza di tenere un diario, uno spazio in cui depositare processi di lavoro e risultati, per lasciarli decantare e tornare poi a rifletterci a distanza di tempo, lontani dall’urgenza del fare. Ma si tratta anche di lasciare una traccia scritta, che resti oltre la natura effimera dello spettacolo, che finisce, si smonta e non esiste più.

Questa traccia resta per noi, ma anche per chi, conclusa la residenza, vorrà sapere cosa è accaduto nel corso dei tre anni. Resta per chi vorrà confrontarsi con la nostra esperienza e per chi ne intraprenderà una simile. Resta per chi si interesserà dei risultati raggiunti, sia sul piano artistico che organizzativo.

Tutte le attività del progetto PUL (spettacoli, laboratori, eventi speciali) verranno documentate nel loro farsi, sia con materiali video e fotografici, sia attraverso testi redatti dagli artisti coinvolti. Alla fine di ogni anno di residenza, il materiale relativo verrà ripreso, vagliato e organizzato, andando a costituire il corpo di un catalogo che testimonierà quanto accaduto: immagini, testi, consuntivi artistici e quanto altro ci sarà necessario dire.

Un volume che, insieme ai video e alle fotografie, andrà a costituire un archivio del tempo vissuto.


13. Conclusioni

Per le sue caratteristiche, PUL si pone come un progetto sperimentale, con l’obbiettivo di individuare nuove modalità di lavoro per le giovani compagnie, all’interno di spazi istituzionali, ma in stretto rapporto con la vita culturale del territorio di riferimento. Per questa ragione avvierà un lavoro di costante documentazione di ciò che accadrà nel corso del progetto, documentazione che sarà poi messa a disposizione di operatori e pubblico.
PUL basa la sua presenza negli spazi del Tieffe – Filodrammatici su un sentimento di forte apertura nei confronti degli artisti che svolgono il proprio lavoro in altri spazi. L’idea guida del progetto è quella di fare rete, contribuendo a creare un dialogo fra quei gruppi che si sono consolidati in questi anni e che, presumibilmente, costituiscono il corpo del teatro di domani.

le compagnie

La Compagnia BabyGang nasce a Milano nel 2003 presso la Scuola Civica D’Arte Drammatica Paolo Grassi, dove i suoi fondatori Federico Bonaconza, Carolina De La Calle Casanova, Valentina Scuderi e Stefano Slocovich si conoscono.
Nel 2005 si costituisce come Associazione Culturale. Il proposito principale della compagnia, pur sapendo che al giorno d’oggi la difficoltà di creare gruppo sia diventata una realtà, è quello di creare una rete di collaborazioni artistiche e produttive che possano aiutare e sviluppare i diversi progetti artistici ai quali decide di aderire.
La Compagnia BabyGang, per la regia e scrittura di Carolina De La Calle Casanova produce per il teatro “DammiDanni” (2004/05) “Guardati Dietro” (2005/06), (spettacoli selezionati dalla rassegna di drammaturgia contemporanea “Tramedautore” organizzata dall’Outis - Centro Nazionale di Drammaturgia Contemporanea di Milano), “Casa di Bernarda” (2005/07) (spettacolo vincitore del Primo Premio e Premio Speciale Giuria dei giovani al concorso della città di Moncalvo organizzato dalla Fondazione Circuito Piemonte “Sipari D’Ocassione” 2006 e vincitore come miglior spettacolo alla rassegna Nuovespressioni 2005 al Teatro alle Colonne di Milano), “Il Matrimonio di Don Quijote” (2006/07 - testo vincitore del Primo Premio Nazionale di Drammaturgia “Oltre Parola” 2007).
Collabora con il regista Tommaso Pitta per lo spettacolo “Mi cercarono l’anima a forza di botte” e con l’autore e regista Paolo Faroni per i monologhi “Con le tue labbra senza dirlo” e “Woof!”. Inoltre partecipa allo spettacolo “I Giocatori” (2006) per la regia di Paolo Rossi, dove la drammaturga di compagnia è anche autrice dello spettacolo.
Assieme a Paolo Rossi crea il progetto “Cantiere per un Nuovo Teatro Popolare” (2007/08) che ha visto la sua prima edizione a Muggia presso il Teatro Verdi, organizzato e prodotto con il sostegno dell’Assessorato alle attività produttive della Regione Friuli Venezia Giulia e il Comune di Muggia (Trieste).
Attualmente la Compagnia è in fase di prova per la nuova produzione “Mosca Cieca”, spettacolo ispirato al testo “Luci di Bohème” dell’autore spagolo Ramòn del Valle-Inclàn. Progetto vincitore al concorso “Nuove Sensibilità” organizzato dal Nuovo Teatro Nuovo di Napoli, 2007. Lo spettacolo ha debuttato al Festival Castel dei Mondi edizione 2008.

La Compagnia Band à Part, fondata da Paolo Giorgio, Tiziano Turci e Mara Ferrieri, non è una compagnia in senso stretto, non segue una logica di gruppo, ma preferisce definirsi un progetto. È uno spazio aperto che promuove l’interazione fra artisti, costruendo occasioni di incontro e di scambio legate a progetti definiti. Il senso del suo fare artistico si manifesta in processi di lavoro teatrale che organizzano, nel solco di un obbiettivo artistico comune, competenze diverse: attorno e dentro Band à Part lavorano attualmente un regista, un compositore, diversi attori italiani e stranieri, videomakers, grafici, una fotografa, un dramaturg, uno scenografo, tutti non più che trentenni. Il rapporto con i collaboratori è fluido, mobile, aperto. Si struttura sulle esigenze di ogni progetto e prevede permanenze, scambi, arrivi e partenze. Band à Part ha stretto relazioni con strutture e compagnie all’estero, così come con singoli artisti, partendo dall’idea che l’incontro e la conoscenza reciproca siano i motori primi per la realizzazione di nuovi progetti.
Band à Part ha prodotto nel 2007 “Per Conto di Abele” (di Marco Colabraro, regia di Mara Ferrieri, Fabbrica del Vapore) e la “Bottega del Caffè” (da Carlo Goldoni, di Paolo Giorgio e Tiziano Turci, regia di Paolo Giorgio, Biennale di Venezia – Teatro Filodrammatici).
Ha debuttato al a Mittelfest 2008 con “Bauman Circus” per la regia di Paolo Giorgio, tratto dall’opera del sociologo Zygmunt Bauman.

La compagnia Sanpapié nasce nel marzo 2006 all’interno della Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi dall’incontro tra Lara Guidetti, coreografa, Sarah Chiarcos, drammaturga, e Fabio Cherstich, regista.
Da questo incontro nasce lo spettacolo “Pentesilea”, rielaborazione di teatrodanza a partire dal testo di H.von Kleist. Il lavoro debutta a Urbino nell’aprile 2006 al Festival “TeatrOltre”.
Nel febbraio 2007 Lara Guidetti e Sarah Chiarcos trovano nel dialogo tra coreografia e drammaturgia il presupposto al proprio lavoro, presentando lo spettacolo “Sempreverde” presso la Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi (marzo ‘07).
Parallelamente, la compagnia sviluppa altri due percorsi di ricerca specifici, il “Progetto Istantanea” e il progetto “Paesaggi Urbani”. Con il “Progetto Istantanea” la compagnia sperimenta la possibilità di riprendere quadri o segmenti dei propri spettacoli e renderli autonomi per la scena nel loro significato, mentre con “Paesaggi Urbani” si propone di intervenire su luoghi e spazi di natura non teatrale, proponendo brevi performance nate dalla curiosità che il luogo e l’occasione stessa suggeriscono. Con “istantanea 06 da pentesilea” – progetto istantanea – sanpapié vince, nel febbraio 2007, il concorso coreografico “Memorial Alberto Sassi” (Guastalla, RE), mentre per il progetto “Paesaggi urbani” presenta a RED - Reggio Emilia Danza 07 la perfomance “Pane”; partecipa al Festival Danae con “Spazioper2” (Milano).
La produzione ‘08 della compagnia, dal titolo “BOH” (di Sarah Chiarcos e Lara Guidetti, con Lara Guidetti), ha debuttato a Modena il 29 marzo per essere poi presentata al Festival Migrations a Parigi il 12 e 13 aprile.
Sanpapié ha nel dialogo e nel costante confronto tra Lara Guidetti e Sarah Chiarcos il proprio fondamento di ricerca artistica, pur rimanendo aperta all’incontro con altre possibilità espressive. Al loro fianco Fabio Ferretti e Nadia Naro, organizzatori, si occupano degli aspetti promozionali e organizzativi.

gli spettacoli

Spazio Mil · via Granelli · Sesto San Giovanni  
 
dal 10
al 14 dicembre
ore 21.00

dom. ore 17.00

Compagnia Blusclint
in collaborazione con Compagnia BabyGang
WOOF!
un melòpunk

di e con Paolo Faroni
regia di Emanuele Crotti
assistenza alla regia e tecnica di Massimo Canepa
disegni di Paolo Faroni
fotografie di Alessandro Brasile


 
19 dicembre
ore 21.00
Compagnia BabyGang
CHI HA PAURA DI SPOGLIARSI?
Happening dello svelamento

di Carolina De La Calle Casanova
e Sarah Chiarcos


 
dal 14
al 18 gennaio
ore 21.00

dom. ore 17.00

DOMENICO SCANDELLA DETTO MENOCCHIO
I processi dell’Inquisizione (1583−1599)

di Tommaso Pitta in collaborazione con la Compagnia BabyGang
testo di Tommaso Pitta
con Federico Bonaconza
tecnico luci Stefano Slocovich
fotografie di Alessandro Brasile


 
dal 3
al 8 febbraio
ore 21.00

dom. ore 17.00


BAUMAN (Zygmunt) CIRCUS
il circo della modernità liquida

ideazione e regia di Paolo Giorgio
con la collaborazione di Tiziano Turci
musica di Nicola Arata
spazio a cura di Guido Buganza
video di Vincenzo Genna
testi nati dall’insostituibile contributo della Compagnia Band à Part
con Mohamed Ba, Anastasia Zagorskaya, Charles Uguen, Ilaria Tanini, Tiziano Turci
e la Pim Ensemble Orchestra diretta da Nicola Arata: Gianluca "The Huge" Plomitallo (pianoforte), Ambra Rinaldo (contrabbasso), Alessandro Bider (sassofono soprano), Fabrizio Buttò (tromba), Elia Moretti (batteria)
produzione Band à Part in coproduzione con TIEFFE Filodrammatici Teatro Stabile · Mittelfest 2008


 
dal 25 febbraio
al 1 marzo
ore 21.00

dom. ore 17.00

Compagnia Sanpapiè
PUL · Compagnie in Residenza
BOH
di Sarah Chiarcos e Lara Guidetti
con Lara Guidetti
coreografia di Lara Guidetti
drammaturgia di Sarah Chiarcos
musiche di Marcello Gori
con le voci di Federico Bonaconza, Adele Pellegatta e Valentina Scuderi





BG


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